11.17.09
Aria artica o polare, qual’è la differenza?
Spesso confuse a causa di una ambiguità linguistica, le due masse d’aria sono in realtà molto differenti, sia termodinamicamente che per provenienza geografica, ma anche e soprattutto per le conseguenze che apportano.
Proprio la linea di demarcazione meridionale determina una linea di separazione frontale che, secondo la mai tramontata teoria della scuola meteorologica norvegese, viene chiamata fronte polare.
Salendo di latitudine fino a oltrepassare il Circolo Polare Artico ritroviamo la zona di origine delle masse di “aria artica”.
Questo enorme blocco di aria freddissima (che può giungere in tutte le stagioni pur prevalendo nel semestre invernale) arriva a noi attraverso il Mare del Nord, la Francia e la valle del Rodano.
Fonte:
http://meteolive.leonardo.it/meteolive-notizia-28745-aria_artica_o_polare,_quale_la_differenza.html
02.03.09
«Made Expo», sguardi sulla città del futuro
Sarà il sindaco Moratti ad aprire mercoledì, nell’Auditorium di Fiera Milano, la seconda edizione di Made Expo, il più importante appuntamento espositivo italiano dedicato all’edilizia e all’architettura. L’apertura della manifestazione sarà preceduta martedì pomeriggio in piazzetta Reale, presenti Formigoni e Finazzaer Flory, dalla inaugurazione del «Toy Building», letteralmente edifici giocattolo, di Italo Rota: installazione che prende ispirazione da un disegno Giacomo Balla del 1915. Una grande scultura da attraversare, alta 12 metri, tutta in acciaio e specchi, che è anche un rimando alla mostra sui cento anni del Futurismo ospitata fino a giugno a Palazzo Reale.Il Made, con 1739 espositori, dei quali 263 arrivano dall’estero, vuole essere una rassegna di materiale per l’edilizia e al tempo stesso terreno di incontri e dibattiti di grande interesse per l’intera popolazione e non solo per gli addetti ai lavori, perché oggi architetto e designer si identificano nella stessa persona: il progettista, che ha il compito non solo di costruire ma anche di arredare. Da qui la grande coralità dell’evento. Si va dalla crisi energetica alla qualità delle vita, dalla pressione sociale alla sicurezza sul lavoro, dall’inquinamento ai trasporti. Logicamente l’architettura è il tema di fondo, un tema sul quale intervengono tutta una serie di progettisti e di scienziati di fama internazionale i quali ribadiscono, con parole diverse, come la natura e i cittadini debbono innanzitutto essere parte integrante delle decisioni di chi governa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325849
11.05.08
L’America dice Obama
«Yes, we can»: “Sì, possiamo” è «Il credo americano». Un Barack Obama compreso e commosso ha chiuso i 17 minuti del suo discorso da presidente eletto davanti a 100mila persone a Chicago tornando allo slogan che ha sintetizzato la sua campagna del cambiamento. Quanti voti? In tutto non si sa ancora, almeno 338 e gliene bastavano 270. Ma Barack Obama diventa il 44esimo presidente degli Stati Uniti con un bottino straordinario di Stati che include la Virginia, la Florida, la Pennsylvania, l’Ohio, il Colorado, il New Mexico, il Nevada… Come a dire tutti gli Stati che erano incerti alla vigilia del voto. E anche l’affluenza alle urne è un dato storico, oltre il 64%. Sono le 22 in punto, ora di Chicago, quando la Cnn proietta la vittoria di Barack Obama alle presidenziali del 2008. Non appena la notizia appare in sovrimpressione sugli schermi Jumbotronic disseminati nell’area di Grant Park, un boato si leva dalla folla in attesa dei risultati. Non ci sono ancora dati ufficiali: sulla carta l’area verde dovrebbe contenere più o meno 100mila persone, ma sono le stesse forze dell’ordine a stimare una partecipazione attorno al milione di persone. Tutta la zona Downtown si e’ trasformata in una gigantesca festa di piazza. E nonostante le misure di sicurezza, le transenne, i camion della nettezza urbana usati a mo’ di sbarramento, l’atteggiamento della polizia per una volta non è ostile. Chicago è la città di Obama.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80592
09.18.08
Il papà di Giovanna – Cinema
Il papà di Giovanna di Pupi Avati soggetto e sceneggiatura di Pupi Avati fotografia di Pasquale Rachini montaggio di Amedeo Salfa con Silvio Orlando, Francesca Neri, Ezio Greggio, Alba Rohrwacher, Serena Grandi, Gloria Cocco
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78928
08.26.08
Contratti, Bonanni vuole firmare da solo – Economia
Che Bonanni stesse strizzando l’occhietto al governo, lo si sapeva. Eppure era difficile pensare che arrivasse a mettere a repentaglio l’unità sindacale. E invece… La Cisl è determinata a raggiungere un accordo sulla riforma del modello contrattuale entro la fine di settembre «ad ogni costo», anche quello di firmare «da sola» l’intesa con Confindustria. L’obiettivo, dice il segretario generale, Raffaele Bonanni, è quello di portare a casa entro l’anno «un accordo con il governo per godere di detassazioni forti e strutturali sul salario di produttività». «Chi può mettersi contro? Voglio proprio vederlo..», azzarda da Rimini, dove partecipa al meeting di Cl, il leader della Cisl, ottenendo così il plauso di Confindustria che vede nella «forte determinazione» mostrata da uno dei sindacati una «spinta a tutte le organizzazioni sindacali perchè sulle regole si trovino intese condivise». Tace, invece, la Uil mentre la Cgil reagisce rimarcando il «valore irrinunciabile» dell’unità sindacale. «Per quanto ci riguarda, l’unità del sindacato è un valore irrinunciabile e un bene per i lavoratori, perchè così si possono ottenere risultati migliori. Noi della Cgil continueremo a ricercarla poichè in questa trattativa ci guida non solo la volontà unitaria, ma una piattaforma unitaria», avverte uno dei segretari confederali di Corso Italia, Agostino Megale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78362