09.22.08
Neanderthal, il nostro cugino tecnologico e poco superstizioso – Scienza
Chi vincerebbe una partita a scacchi tra un uomo della nostra specie e un Neanderthal? La risposta non è affatto scontata. Un team di ricercatori inglesi e americani ha studiato per tre anni gli strumenti utilizzati dalle due specie, riproducendoli e testandone l’efficienza, la foggia, la materia prima per fabbricarli e la loro durata nel tempo. Si tratta di due tipologie di oggetti in pietra: i «flake» (scaglie), pietre più ampie utilizzati da entrambe le specie, e i «blade» (lame), più strette, in seguito adottate solo dagli Homo sapiens. Lo studio pubblicato su «Journal of Human Evolution» ha dimostrato che non solo non ci sono differenze di efficienza tecnologica tra le due tipologie di strumenti, ma che in alcuni casi i flake erano migliori dei blade.«La nostra ricerca scardina la credenza della supposta inferiorità dei Neanderthal che si basava sull’inefficienza tecnologica dei loro strumenti», racconta Metin Eren, ricercatore dell’University of Exeter e principale autore della pubblicazione.Durante lo spostamento dall’Africa all’Europa dell’Homo sapiens, avvenuta circa quarantamila anni fa, il nostro continente era già occupato dai Neanderthal, che sono scomparsi più o meno dodicimila anni dopo.«È interessante constatare per quanto tempo sia durato il pregiudizio nei confronti dei Neanderthal. Certo, ora non è rimasto nessuno di loro a formare una lobby per difendersi dalla cattiva pubblicità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79046
09.18.08
Il papà di Giovanna – Cinema
Il papà di Giovanna di Pupi Avati soggetto e sceneggiatura di Pupi Avati fotografia di Pasquale Rachini montaggio di Amedeo Salfa con Silvio Orlando, Francesca Neri, Ezio Greggio, Alba Rohrwacher, Serena Grandi, Gloria Cocco
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78928
Care colleghe non vedete i veri problemi
(…) alcuna lingua straniera, non la sanno insegnare, sanno a malapena accendere un computer e spesso nemmeno usare i software didattici. Facevano «progetti» a pagamento per insegnare la seconda lingua e l’informatica quando non erano obbligatorie. Hanno gridato allo scandalo e alla dittatura quando sono diventate materie curricolari con la riforma Moratti. Hanno la possibilità di frequentare corsi ministeriali di inglese gratis, e si lamentano. Aggiornamento solo a pagamento? Sì, sarebbe bello. Come sarebbe bello avere l’anno sabbatico, come in tutto il resto d’Europa per andarsi ad aggiornare. Ma sta nella coscienza di ogni insegnante essere al pari con i tempi. C’è chi fa il responsabile informatico all’interno del circolo e poi giustifica l’accendersi lento di un computer con il fatto che «quella macchina non ha fastweb». Si giusto, cosa c’entra? Niente. È solo pura ignoranza e arroganza di chi crede, poiché insegna, di essere una persona arrivata che non ha più bisogno di nulla. La conoscenza è già nelle sue mani. Ma beati loro!Ma soprattutto, dov’erano queste persone quando i nostri circoli didattici perdevano il tempo pieno? E sì perché non tutti sanno che a Genova il tempo pieno è in un numero limitato di classi su tutto il territorio. Se una scuola perde una classe a quaranta ore non la potrà mai più avere. Ma quest’anno che ad esempio la direzione didattiche Montaldo ha perso una prima elementare chi si è mobilitato?E dov’erano queste persone quando il «concorsone» o «concorsaccio» del ministro Berlinguer avrebbe premiato solo i più meritevoli?Ma non solo.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291465
09.17.08
Blogolandia, la Rete dei blog a forma di stivale – Internet
Se non sei Marco Travaglio, Peter Gomez o Beppe Grillo e non vieni premiato per il tuo blog al Blogfest ma non vuoi nemmeno essere rappresentato in Rete da Travaglio, Gomez o Grillo puoi farti un blog da te per parlare dei guai che ti circondano, provare a pubblicizzare gli eventi che ti interessano. Questa «necessità» di informazione dal «basso» che invade la Rete è figlia del Web 2.0, cioè dell’idea di una rete collaborativa in cui ognuno dice la sua per dar vita ad un progetto, in questo caso il progetto è l’informazione condivisa. Ed è l’idea che sta alla base di Blogolandia, la Rete di blog d’informazione su base comunale nata da un progetto di quattro specialisti del web. Massimo Boraso, Giorgio Soffiato, Rudy Bandiera e Bernardo Matè i quali – dato il successo mondiale dell’informazione in Internet vista dai «comuni mortali» – hanno messo su una piattaforma, un network, insomma, sotto cui riunire un’Italia virtuale con licenza ‘creative commons’ cioè con diffusione libera di contenuti. Obiettivo di Blogolandia è quello di rendere più visibili le singole voci dei blogger che fanno informazione «locale», praticamente un franchising che offre la sua struttura correlata già di tutte le voci di cui necessità un blog urbano e mettere in contatto tra di loro i blogger comunali. Ogni blog ha il suo sindaco nonché fondatore del blog e i suoi assessori, coloro che dallo stesso comune si uniscono al progetto del primo cittadino virtuale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79052
Prodi inviato nel nulla
Un’altra escalation al contrario. L’ultimo «successo» di Romano è la sua nomina in progressione stile gambero. Lanciato come inviato in Africa dell’Onu, quando l’incarico è arrivato è stato scritto: «Prodi è stato nominato a capo di un gruppo di esperti dell’Onu e dell’Unione africana che si occuperà di missioni internazionali per il mantenimento della pace in Africa». Nel dettaglio, rivela Italia Oggi, l’incarico ufficiale parla di Prodi a capo di un gruppo di esperti che dovranno occuparsi del miglioramento del finanziamento delle opere di pace. Insomma, il nulla. Mentre ex premier come Blair e Aznar tengono conferenze ad alto livello, Prodi in Africa ha in mano una scatola vuota. Fine di un bluff.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291067