08.26.08
Contratti, Bonanni vuole firmare da solo – Economia
Che Bonanni stesse strizzando l’occhietto al governo, lo si sapeva. Eppure era difficile pensare che arrivasse a mettere a repentaglio l’unità sindacale. E invece… La Cisl è determinata a raggiungere un accordo sulla riforma del modello contrattuale entro la fine di settembre «ad ogni costo», anche quello di firmare «da sola» l’intesa con Confindustria. L’obiettivo, dice il segretario generale, Raffaele Bonanni, è quello di portare a casa entro l’anno «un accordo con il governo per godere di detassazioni forti e strutturali sul salario di produttività». «Chi può mettersi contro? Voglio proprio vederlo..», azzarda da Rimini, dove partecipa al meeting di Cl, il leader della Cisl, ottenendo così il plauso di Confindustria che vede nella «forte determinazione» mostrata da uno dei sindacati una «spinta a tutte le organizzazioni sindacali perchè sulle regole si trovino intese condivise». Tace, invece, la Uil mentre la Cgil reagisce rimarcando il «valore irrinunciabile» dell’unità sindacale. «Per quanto ci riguarda, l’unità del sindacato è un valore irrinunciabile e un bene per i lavoratori, perchè così si possono ottenere risultati migliori. Noi della Cgil continueremo a ricercarla poichè in questa trattativa ci guida non solo la volontà unitaria, ma una piattaforma unitaria», avverte uno dei segretari confederali di Corso Italia, Agostino Megale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78362
08.24.08
Afghanistan, uccisi 10 soldati francesi in un’imboscata
Dieci paracadutisti francesi delle forze Nato in Afghanistan sono stati uccisi durante un combattimento scoppiato lunedì nel distretto di Sarobi, a una cinquantina di chilometri a est di Kabul. Gli scontri si sono protratti per tutta la notte e sono seguiti a un’imboscata tesa ai soldati da parte dei taliban. Le vittime facevano parte dell’ottavo reggimento dei parà della marina. A rivendicare l’attacco è stato un portavoce talebano: «Abbiamo teso un’imboscata distruggendo cinque veicoli blindati e causando pesanti perdite», ha detto all’agenzia France Presse Zaibullah Mujahed. Secondo l’afgano, tra le forze Nato, ci sarebbero anche 20 feriti. Secondo fonti afghane sarebbero morti anche 13 miliziani. E la Francia è sotto shock: è stata la giornata più insanguinata per l’esercito francese dall’attentato del 1983 a Beirut, quando rimasero uccisi 58 paracadutisti. Attualmente sono circa tremila i soldati inviati da Parigi impegnati nella missione Isaf. Fino ad oggi, secondo il bilancio dello stato maggiore dell’esercito, in Afghanistan erano caduti 15 militari. Il presidente Nicolas Sarkozy non ci ha pensato un minuto di più, e, lasciando da parte il dossier Georgia, ha annunciato che sarebbe partito per Kabul in giornata per sostenere le sue truppe. «Dirò ai militari francesi – ha affermato – che il paese, duramente colpito, è al loro fianco, perchè la causa è giusta».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78175
Varese, arrestato imam per mandato di cattura in Marocco – Cronaca
L’imam marocchino della moschea di Varese, Abdelmajid Zergout, è stato arrestato. Su di lui pendeva dal 31 luglio scorso un mandato di cattura del Marocco emesso dalla Procura del Re presso la Corte di Appello di Rabat per reati di terrorismo. A quanto si è appreso, Zergout , 43 anni, noto anche con il nome di Abou Al Barà è stato prelevato dalla Digos nella sua abitazione di Malnate, piccolo centro alle porte di Varese. L’imam, sposato e con figli piccoli, era stato arrestato 3 anni fa dal Ros dei carabinieri in quanto accusato di terrorismo internazionale. L’anno scorso venne però assolto dal Tribunale di Milano e scarcerato.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78117
Colera in Guinea Bissau: «Non siamo più in grado di contenere l’epidemia»
Assume proporzioni apocalittiche il disastro naturale che ha colpito l’Africa occidentale. Le inondazioni hanno costretto alla fuga oltre 200mila persone, aumentando i rischi sanitari per diversi milioni di abitanti. L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Le inondazioni hanno causato almeno 150mila sfollati in Benin, altri 45mila in Niger e 12mila in Togo. Una situazione che aumenta i rischi di malaria, di diarrea e di infezioni respiratorie, sottolinea l’Oms in un comunicato, con le previsioni che parlano di forti piogge fino a settembre. Benin, Togo, Niger, Mali, Mauritania e Burkina Faso hanno bisogno di aiuti urgenti, ha aggiunto l’organizzazione internazionale. Colpiti anche Sierra Leone, Liberia e Guinea Bissau.
In Guinea Bissau, sono stati registrati 2.018 casi di colera, con 41 decessi, mentre il Benin ha contato 192 casi, fra cui un decesso. «L´epidemia di colera ha raggiunto proporzioni allarmanti e non siamo più in grado di contenerla», è il tragico appello del portavoce del ministero della Sanità, che ha chiesto, in una nota letta sulle principali radio della Guinea Bissau, l´aiuto internazionale di fronte all´epidemia iniziata nei giorni scorsi e che si sta rapidamente propagando nella capitale e in altre due regioni del paese.
Nella stessa nota, riportata dall´agenzia Misna – in cui si chiede alla comunità internazionale di intervenire ‘prima che sia troppo tardi’ – il ministero precisa che finora sono 2200 i casi di colera registrati e 53 i decessi confermati.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78189
Il caso del corrispondente fantasma
Capisco che sia imbarazzante elogiare Berlusconi su un giornale americano (Newsweek) mentre l’autore dell’elogio, italiano, sta in Italia, e dunque non rappresenta l’opinione di quel grande Paese lontano. Capisco che lo sia ancora di più se la persona riteneva soltanto di eseguire un ordine ricevuto, da portare a termine ripetendo, frase per frase, i testi del dottor Bonaiuti. Capisco che ti auguri che la piccola vicenda (il favore di un pacchetto azionario a un altro pacchetto azionario) fili via liscia, ma poi vedi il tuo pezzo citato da tutta la stampa italiana come «il riconoscimento tanto atteso della grande stampa americana al successo dei primi cento giorni di Berlusconi». Capisco che ti auguri di non essere notato tra la folla, in modo da non essere professionalmente ricordato per questa impresa che è falsa o perché è falso l’autore (che in Rete risulta un medico bolognese del Sedicesimo secolo) o perché è falso il testo (non si tratta di una valutazione americana del “successo” di Berlusconi ma di un impasto fatto in casa). Comunque, il merito di questo giornale è di avere, unico e solo, puntato il dito verso lo strano evento. Eppure siamo nel Paese che ha ventidue scuole di giornalismo (senza contare i masters).Quel puntare il dito sul fantasma redivivo di Jacopo Barigazzi è stato fatto in sole tre righe, verso la fine dell’editoriale di domenica 17 agosto.Le ripeto (mi ripeto e chiedo scusa) per comodità del lettore: «Se cercate in Rete troverete che Jacopo Barigazzi è l’autore di un trattato sulle fratture del cranio pubblicato a Bologna nel 1518».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78222
Razzisti ma guai a dirlo – Cultura
Alcuni anni fa, all´epoca delle prime rozze manifestazioni di linguaggio xenofobo e pararazzista di cui si servivano e si servono diversi esponenti della Lega Nord, è circolata per alcuni mesi, divenendo celebre, una barzelletta che mirava a stigmatizzare con un paradosso, quello squallido linguaggio e tutto il ciarpame che vi sta dietro. La barzelletta è questa: un vucumprà africano entra in un bar per proporre la sua mercanzia. Il proprietario dell´esercizio, appena ne percepisce la presenza, lo apostrofa con male parole e lo caccia dal locale a spintoni, fuori dalle balle brutto negro! Il malcapitato vucumprà reagisce, razzista! E il barista rabbioso, non sono io che sono razzista è lui che è negro! L´autore di questa barzelletta descrive quello strano ibrido di razzismo e di indignata permalosità, che caratterizza molti esponenti dell´attuale esecutivo che pretendono di avere la libertà di varare provvedimenti di stampo autoritario e razzista, ma trovano intollerabile l´essere accusati di razzismo ed autoritarismo.Ora, se ad accusarli è un organo di stampa o un organizzazione che essi possono agevolmente collocare nell´amplissimo spettro dell´internazionale comunista – ovvero tutti i partiti non alleati e non proni alla volontà di Berlusconi e il 90% della carta stampata e dei media televisivi – non ci sono problemi, ma se a farlo è il più diffuso settimanale cattolico del paese, per gli esponenti più avveduti del Pdl la questione si fa più spinosa.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78177
08.01.08
Aree gratis ai privati per 3.400 nuovi alloggi
«Mai più quartieri ghetto». Il Comune annuncia la rivoluzione, che scatta con due bandi pubblici presentati ieri. Obiettivo: creare quasi 3.400 nuovi alloggi dove vivranno fianco a fianco ceti medi e famiglie in difficoltà. Palazzo Marino chiede ai privati di raccogliere la sfida: a loro offre gratis per trent’anni 11 aree (per 310.600 metri quadrati), in cambio dovranno costruire – e gestire – un mix di appartamenti a canone sociale, moderato e convenzionato, accanto ad una quota da vendere a prezzo moderato. Per chi acquista, assicura l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli, «la spesa non supererà 1.800 euro al metro quadrato». La formula si chiama housing sociale, destinato a chi non può pagare affitti a prezzo di mercato (come le famiglie numerose, con portatori di handicap, single con figli piccoli, giovani coppie) o a chi vive temporaneamente in città, come studenti, lavoratori temporanei o forze dell’ordine. Il primo bando, aperto solo agli operatori di finanza etica, scade il 31 ottobre e mette a disposizione tre aree, in via Ferrari, via Cenni e via Rasario. Il 20% dei 580 alloggi dovrà essere affittato a canone sociale, l’80% a canone calmierato e convenzionato. Per aggiudicarsi le altre otto c’è tempo fino al 31 dicembre, e la gara è aperta a tutti gli immobiliari. Le aree: Chiesa Rossa, Ponte Lambro, via Voltri, Tre Castelli, Fratelli Zoia, Merezzate, Rizzoli e Idro. In questo caso, dovrà essere affittato a canone calmierato almeno il 25% dei 2.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280279
Gli inquilini Aler pagano per il portiere che è morto
Dai piani alti del palazzone si vede lo stadio Meazza. E se lanci gli occhi un po’ più in là, pure uno scorcio del campo. Eppure, a poche centinaia di metri da quel manto verde dove Kakà e Ibrahimovic portano in paradiso i propri tifosi, c’è l’inferno. È in via Tracia, al numero 7, in uno stabile dell’Aler. L’ecuadoregno Jimmy Coronel paga 670 euro ogni mese per viverci.I soldi se li intasca la vecchia proprietaria di casa, che ha comprato l’appartamento dall’Aler. E dentro quella somma che grida vergogna (per 40 metri quadri in quel contesto), è compreso il servizio di portineria. Peccato però che Luca, il vecchio custode, fosse malato da tempo (e quindi non poteva lavorare) e poi sia morto lo scorso 24 marzo. E che non sia mai stato sostituito. «Abbiamo organizzato una raccolta di firme tra i condomini per avere un portiere. Un’inquilina ha pure fatto una denuncia per questa ingiustizia e io stesso sono andato alla sede dell’Aler in viale Romagna per chiedere una spiegazione», racconta Jimmy. Il racconto della realtà di via Tracia 7 è spaventoso. La vicenda del portiere fantasma è solo la ciliegina su di una torta che per i residenti è già fin troppo marcia da inghiottire. Si comincia dalla cantina. Tanti bimbi si immaginano che nel buio ci sia il «Bao Bao» pronto a fargli del male. Ovunque sono semplici fantasie di menti infantili. Non qui. Qui il «Bao Bao» c’è davvero: sono i quattro, cinque nordafricani abusivi.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280283